
Roma, 25 lug. - Il summit dell’Unione africana (Ua), da oggi a martedi’ a Kampala, in Uganda, sia il luogo politico da cui far partire una strategia per salvare la vita ai 4.5 milioni di bambini e alle 265.000 mamme che ogni anno muoiono nel continente. E’ l’appello lanciato dalla ong Save the Children che sottolinea come l’85 per cento dei decessi sia prevenibile con una assistenza sanitaria di base a basso costo.L’Africa ospita circa il 12 per cento della popolazione mondiale, ma conta solo il 3 per cento del personale sanitario globale, sottolinea in una nota la ong internazionale, e porta su di se’ il peso di almeno meta’ delle morti materne e infantili del pianeta. In Etiopia, ad esempio, il 94 per cento dei parti avviene a casa senza assistenza specializzata; un bambino su 8 muore prima di aver raggiunto i 5 anni d’eta’ e c’e’ un dottore ogni 50.000 persone.
In Niger una donna su 7 perde la vita mentre e’ incinta o durante il parto, mentre in un paese come l’Italia il rischio di morire di parto riguarda una donna su 26.000. Inoltre, argomenta la organizzazione umanitaria, “”si stima che l’85 per cento delle morti di madri, neonati e bambini al di sotto dei 5 anni d’eta’ si potrebbe evitare se tutte le madri e i loro figli potessero ricevere un’assistenza sanitaria di base che comprende “la capacita’ di pianificare e distanziare le nascite, l’assistenza specializzata al parto, l’accesso a servizi di supporto ostetrico, cure postnatali immediate ed efficienti, vaccinazioni e trattamenti per la polmonite, la diarrea e la malaria”. Ogni anno le vite di circa 4 milioni di donne, neonati e bambini in Africa potrebbero essere salvate se questi interventi gia’ sperimentati potessero raggiungere il 90 percento delle famiglie nel continente. “E’ questo il momento per i leader africani di mostrare la loro volonta’ di mettere a disposizione della propria gente le risorse e le politiche indispensabili per salvare la vita di milioni di persone”, ha ammonito Chikezie Anyanwu, advocacy advisor di Save the Children per l’Africa, “le soluzioni sicure per evitare la maggior parte delle morti di madri e bambini sono ben conosciute ed estremamente poco costose. Che cos’e’ la leadership se non la capacita’ di garantire che queste soluzioni raggiungano quei milioni di madri e bambini che altrimenti morirebbero?”. Nel percorso che ha portato i Paesi africani al summit di Kigali, Save the Children unitamente a una coalizione di organizzazioni della societa’ civile africana e del mondo sottoporra’ ai leader riuniti quattro impegni precisi: ogni Paese deve sviluppare e adottare un piano nazionale rapido per ridurre la mortalita’ materno-infantile; ogni Paese deve mantenere o superare l’impegno preso nel 2001 ad Abuja (Nigeria) di destinare il 15% del bilancio nazionale alla sanita’; gli Stati devono assumere, formare e distribuire sul territorio piu’ dottori, ostetriche e personale infermieristico, evitando l’esodo massiccio dall’Africa di personale specializzato; infine i Paesi devono garantire l’accessibilita’ dei servizi sanitari, compresa l’assistenza del personale ostetrico, alla fascia piu’ povera della popolazione attraverso la gratuita’ per madri e bambini ai di sotto dei cinque anni. (AGI) Gav











Commenti recenti