Leggere il nostro territorio Mezzo milione di dipendenti africani in Italia. Oltre 61 mila gli imprenditori
Jul 18

 

classe-multietnica.jpg

Roma, 16 lug. - Da un primo piano dell’obiettivo emergono anche difficolta’ e ostacoli incontrati in Italia dagli immigrati. Le seconde generazioni, quelle nate da almeno un genitore africano, soffrono disuguaglianze e minori opportunita’, anche a causa di atteggiamenti discriminatori e pregiudizi, che si colgono nell’uso ancora in senso dispregiativo di aggettivi come “negro” o “marocchino”.


“Cambiare le rappresentazioni” e’ stato il leitmotiv di padre Giulio Albanese, direttore della rivista ‘Popoli e Missione’ che ha concluso il confronto. “I giornalisti”, ha detto, “devono parlare del continente non solo per i fatti di poverta’ o di guerra. Devono dare una voce al continente. E la prima forma di solidarieta’”. Albanese ha insistito nel dire che non si puo’ parlare di ‘Africa’ ma di ‘Afriche’, perche’ enormemente diverse sono le realta’ di quel continente.
“Abbiamo un destino comune con le Afriche in questo mondo-villaggio. Non c’e’ altra possibilita’ che lavorare insieme”, ha detto. Albanese, ex direttore dell’agenzia missionaria di informazione ‘Misna’, ha pure levato un appello alle ong: “Smettiamola, nelle campagne pubblicitarie, di mostrare immagini di bambini africani con la pancia gonfia da marasma infantile a causa della malnutrizione, e pure sporchi.
Dobbiamo tutti insieme superare l’atteggiamento di benefattori ‘pelosi’, perche’ le Afriche non chiedono la nostra carita’.
Hanno le loro culture multi-secolari e hanno tanto da insegnarci”. E ha concluso: “Dobbiamo solo affermare la dignità degli africani che hanno il diritto di esistere”.
L’interculturalita’ o come rendere la presenza straniera e africana positiva per l’Italia, e’ stata l’altro tema dell’incontro. “Il migrante non e’ solamente qualcuno cui si deve soltanto dare: lui e’ anche in grado di dare al Paese d’accoglienza, alla sua cultura, alla sua vita economica e politica. Aspetta soltanto che gli sia data l’opportunita’”, ha detto Stephen Emejuru, mediatore del Forum per l’Intercultura.

Leave a Reply