Dalla Commissione europea una nuova direttiva per contrastarla e dare assistenza alle vittime
Una nuova direttiva per lottare più efficacemente contro la tratta di esseri umani e offrire migliore assistenza alle vittime: lo ha proposto la Commissione europea, in un testo che punta a portare coerenza tra le norme nazionali dei Ventisette su reati e pene, con un indurimento generale di queste ultime.
Le grandi potenze europee hanno sfruttato l’Africa per settantacinque anni, dall’accordo di Berlino del 1885 che divideva a fette il continente nero fra sette paesi (la Germania fu esclusa dopo la prima guerra mondiale), sino agli anni Sessanta del ’900, quando la rivolta nelle colonie diventò inarrestabile e impose la concessione dell’indipendenza. Continue reading »
Da una parte c’è il Darfur, teatro di violenze e diritti calpestati. Dall’altra la Nubia, una terra baciata dal Nilo, dove le donne sono unite e forti. Come le regine da cui discendono.
Aisha cammina sicura, avvolta nel velo colorato che chiamano “tub”. E’ appena uscita dalla sua casa d’argilla, gialla all’interno e con disegni geometrici fuori. Ora va verso il Nilo, lasciandosi alle spalle il suo piccolo villaggio nel deserto nubiano e le dune di sabbia sullo sfondo. Accanto all’uomo che 24 ore fa è diventato suo marito, Aisha incede con la stessa eleganza regale delle sue antenate.
KAMPALA - Sono arrivati all’alba, hanno svegliato il villaggio, si sono fatti consegnare le scorte di cibo, vestiti, coperte e altro materiale, hanno messo in fila uomini, donne e bambini e hanno iniziato la selezione. I più deboli sono stati uccisi sul posto. Gli altri, quelli che resistevano alle percosse e alle sevizie, sono stati arruolati come portatori, caricati delle masserizie e portati via.
Il conto alla rovescia è terminato: si celebra oggi in tutto il mondo L’Ora della Terra (Earth hour), manifestazione indetta dal Wwf per portare l’attenzione sui cambiamenti climatici e sull’importanza del risparmio energetico, contro ogni spreco. Alle 20:30 locali del 27 marzo luci spente per un’ora in buona parte del globo.
Il numero di Paesi partecipanti all’evento ha superato il record degli anni scorsi. Aderiscono centinaia di città in oltre 110 nazioni: luci spente, per la prima volta, in Madagascar, Kosovo, Nepal, Arabia Saudita, Qatar, Mongolia, Cambogia, Repubblica ceca, Giordania, Paraguay, Ecuador e Mauritania.
Anche la Tokyo Tower, la Porta di Brandeburgo di Berlino, l’Hiroshima Peace Memorial e il ponte sul Bosforo a Istanbul al buio insieme a tutti i Paesi del G20. Significato particolare lo assume l’adesione della città di Cancun in Messico, che ospiterà il prossimo Summit sul clima a dicembre.
Anche alcune tra le più grandi aziende del mondo hanno colto l’opportunità per mostrare l`impegno di riduzione e di efficienza nei propri sistemi produttivi: tra questi Hsbc, Nokia Siemens Networks, Price Waterhouse Coopers, Wallenius Wilhelmsen Logistics e la Wells Fargo.
Lo storico evento vedrà centinaia di milioni di persone riunirsi nei parchi, nelle strade, nelle piazze e nelle case in tutto il mondo, per contribuire con un semplice gesto allo spegnimento delle skyline metropolitane e dei luoghi più rappresentativi.
In Italia spenti per un’ora alcuni dei più importanti monumenti: a Roma i volontari del Wwf spegneranno per la prima volta la Fontana di Trevi. Rimarranno al buio anche la Mole Antonelliana a Torino, il castello Sforzesco a Milano, il castello Visconteo a Trezzo sull’Adda, il Palazzo Vecchio a Firenze, la Torre di Pisa, piazza Sant’Oronzo a Lecce, la Torre San Pancrazio a Cagliari e l’Acquario di Genova.
Nata a Sidney nel 2007, L’Ora della Terra è cresciuta negli anni a tal punto da essere, nel 2009, la più grande mobilitazione al mondo sui temi ambientali, con oltre 4.000 città in 88 Paesi.
PioveSolidarietà non ha mai voluto pubblicizzare gli aiuti che arrivavano, anche se alcuni meritavano veramente di essere degli esempi positivi per tutti noi, da contraporre a chi si sente in diritto di negare un pasto caldo ad alcuni bambini della scuola primaria in una nostra provincia del Veneto.
Un libro sui migranti lavoratori “Io sono un italiano. Un italiano nero”.
Riadatta la canzone di Toto Cutugno in versione migrante il nuovo libro del giornalista Domenico Guarino (edizioni Cult), diciassette interviste agli immigrati che arrivano in Italia per lavorare. Dai braccianti agricoli della Piana del Sele ai muratori rumeni, dalle badanti ai lavavetri, il libro è un viaggio, come spiega l’autore, in “quel mondo immenso che sotterriamo sotto la sigla sempre più inquietante di ‘extracomunitari’”.
Ognuna celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua come può.
Istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, ogni 22 marzo si ripete questa ricorrenza e l’Onu, secondo lo statuto, invita in questa data tutte le nazioni membre alla promozione di attività concrete per la salvaguardia e la diffusione di questo elemento primario all’interno dei loro Paesi. Ma questo 22 marzo 2010, lontano dalla sede dell’Onu, si celebra un’altra ricorrenza. Molto meno ufficiale e lontana dai riflettori: i Boscimani delle tribù Gana e Gwi del Botswana compiono otto anni senza poter accedere a una regolare fonte d’acqua nella Central Kalahari Game Reserve.
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