Roma – Negli ultimi cinque anni gli immigrati hanno comprato oltre 600 mila alloggi, spendendo 70 miliardi di euro. Cinquanta, sessanta metri quadrati di case degradate o di livello medio-basso. Quasi il 90% degli stranieri che hanno comprato casa nel 2005 ha scelto abitazioni di questo tipo a causa di un mercato che ha scarsa offerta e prezzi alti. Sono le considerazioni di Anna Pozzo, direttore tecnico di Federcasa Italia, l’organizzazione degli istituti autonomi di case popolari, basate sui rapporti dell’istituto di ricerca “Scenari immobiliari” e discusse nei giorni scorsi durante il convegno “Immigrazione, identità ed uso dei centri storici”, organizzato dal ministero del Welfare.
E’ necessario far diventare «umana» la società; una società nuova quale premio da conseguire grazie alla più profonda rivoluzione da realizzare nella storia umana: l’emergere della donna come soggetto nella vita pubblica.
Un tesoro che non ha prezzo, se riusciamo a conseguirlo…”
(Andrew Samuels)
Pubblichiamo con rammarico e preoccupazione quanto ci viene inviato dai ragazzi del L’iceo decisi a richiedere e a difendere il loro spazio aggregativo.
Nonostante le rassicurazioni del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale di Piove di Sacco, di fatto non è giunta ancora una risposta, non riusciamo quindi a capire quali possano essere le motivazioni per cui questo centro socioculturale, dedicato ai giovani, disponibile ad accogliere idee e progetti che mira alla comunicazione creativa, definito da molti “fabbrica delle idee”, debba essere soppresso, senza che i cittadini piovesi conoscano, come chiedono i ragazzi, quali siano i motivi reali di tale decisione.
Avere un punto di ritrovo, favorire l’espressione dei bisogni e la soddisfazione ad una parte della popolazione, quella giovanile, spesso fruitrice passiva del vivere quotidiano, rappresenta potenzialmente un importante investimento per il futuro che la politica di qualsiasi colore dovrebbe favorire e non ostacolare.
Di seguito un breve resoconto delle due giornate che hanno visti impegnati i ragazzi a chiedere a gran voce un dibattito pubblico sulle motivazioni della chiusura del centro aggregativo l’iceo.
Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese…
“Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno.”
E’ Laura Boldrini, portavoce dell’UNHCR l’Italiana dell’Anno per Famiglia Cristiana che, nel primo numero del 2010, istituisce questo riconoscimento speciale. ”Intendiamo spendere l’autorevolezza del giornale, la sua autonomia e liberta’ di giudizio (unanimemente riconosciute), a servizio di una causa” scrive il direttore don Antonio Sciortino,”che non consiste semplicemente nell’individuare un nome, cui assegnare l’ambito titolo di Personaggio dell’anno. Continue reading »
La Costa d’Avorio contro i bambini-schiavi nelle piantagioni
Abbiamo appena finito le libagiani natalizie, molti di noi hanno potuto gustare specialità al cioccolato, in aggiunto al panettone o al pandoro. Ma quando si gustano queste dolci delizie si dimentica a volte quanto può essere “amaro” il cacao.
Lettera di Michelangelo Bruccoleri, missionario “mendicante” per i poveri
Caro Gesù Bambino, prima di nascere di nuovo sulla terra, accetta questi semplici consigli da parte di un amico che Ti vuole bene, e così evitare di soffrire dopo. Ti prego: non nascere nell’Africa centrale, o peggio ancora in Libia, in Tunisia, in Algeria, in Marocco! Sai perché? Perché quando sarai grande e vorrai scappare dall’Africa per la fame, per le malattie, per le guerre, per l’aids, o per evitare che ti obblighino a prendere un fucile in mano e sparare su tutti, non puoi venire nella cattolica e civile Italia. Ad alcuni non piace il colore della tua pelle. Gesù, è agghiacciante: abbiamo trasformato il “mare nostrum” in un “mare mostrum”! Sai? In Italia qualche partito, ha fatto approvare in parlamento (senza chiedere il parere degli italiani) una legge contro gli immigrati, soprattutto per quegli sventurati che vengono in Sicilia attraverso quel pezzo di mare che ci separa dalla Libia.
Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
“ Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“ Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati,
più uno, per buon peso”.
Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
“ Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso,
il bianco, il moro, il giallino “.
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente:
se ci diamo la mano
i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.
Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose
25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.
Con l’avvicinarsi del natale si moltiplicano come funghi le iniziative di solidarietà promosse da associazioni di volontariato e di ricerca scientifica, da organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali. I mercatini allestiti nelle piazze del centro di Padova, i banchetti di stelle di natale e panettoni fuori dalle chiese parrocchiali, gli scatoloni da riempire di generi alimentari all’uscita dei supermercati, gli annunci pubblicitari per inviare un sms o un bollettino postale… attendono la generosità natalizia dei cittadini. Più consapevoli e responsabili nei loro acquisti e regali, in questo tempo di crisi e di neve.




















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