Oct 31
Istituto Comprensivo Statale di Brugine
Scuola Secondaria di I° grado “Giuseppe Caron” – Brugine – Tel. 0499731017
Scuola Primaria “Carlo Goldoni” – Brugine – Tel. 0499730011
Scuola Primaria “Marco Polo” – Campagnola – Tel. 0499735097
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Codice Fiscale n. 80018100281 Tel. 0499731017 - Fax 0495806038
Piazza Ungheria n. 10 Cod. Mecc. PDIC82300A
35020 Brugine (Pd) Distretto Scolastico n. 54
www.scuolebrugine.it PDIC82300A@istruzione.it
Prot: 3078/C23 Brugine, 29/10/2009
Spett.le
Ex Consulta PioveSolidarietà
PIOVE DI SACCO PD
Alla cortese attenzione di
Maria Grazia Dicati
madidicati2001@yahoo.it
Oggetto: Raccolta tappi di plastica
Con la presente si comunica che il Consiglio d’Istituto nella seduta del 22 aprile 2009 ha deliberato con il parere favorevole all’unanimità dei presenti di “…continuare l’opera di sensibilizzazione nelle classi e la raccolta dei tappi di plastica, la quale responsabilizza direttamente gli alunni…” relativa all’iniziativa di solidarietà per l’Africa
Cordiali saluti.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Prof. Claudio Segato
Oct 30

In Kenya e Somalia non ha piovuto per mesi, poi è arrivato El Niño, la fortissima perturbazione che arriva dall’Oceano Pacifico ogni 7 oppure ogni 14 anni. Sul terreno africano, inaridito al punto da non poter assorbire le grandi masse di acqua, le piogge incessanti stanno creando problemi molto gravi.
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Oct 30
BARI - La squadra mobile di Bari ha fermato due dei tre presunti capi di una organizzazione dedita alla tratta di giovani donne nigeriane che venivano – secondo l’accusa – acquistate in piccoli e sperduti villaggi della Nigeria, portate in Italia dopo un viaggio disumano via mare e costrette a prostituirsi.

Le donne per essere liberate dovevano pagare una sorta di riscatto che andava dai 30mila ai 50mila euro, somma che comprendeva anche le spese del lungo viaggio. Nei decreti di fermo, emessi dalla Procura Distrettuale antimafia di Bari, si contesta il reato di tratta di esseri umani nei confronti di tutti e tre i destinatari, uno dei quali è tutt’ora ricercato.
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Oct 29

Da Dakar a Gibuti una fascia larga 15 chilometri
Dodici paesi africani vogliono piantare una “Grande Muraglia Verde” su 7.000 chilometri di lunghezza e 15 chilometri di larghezza per arginare le progressione dei deserti del Sahel e del Sahara. L’iniziativa, promossa dall’Unione africana, vuole essere una risposta dell’Africa alle sfide climatiche e alle conseguenze della desertificazione, spiega oggi il quotidiano svizzero Le Temps. La Grande muraglia verde sarà una cintura di alberi di diverse specie che collegherà Dakar, in Senegal (ovest) e Gibuti, nel GOlfo di Aden (est).
Sarà lunga settemila chilometri e larga quindici, e attraverserà il continente africano, dall’Atlantico all’Oceano Indiano, percorrendo undici nazioni: Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Ciad, Sudan, Etiopia, Eritrea e Gibuti.
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Oct 29
Quella “stultifera navis” sulla quale, sul finire del Medioevo, venivano imbarcati i folli, i diversi, quelli che non vivevano secondo le regole, per mandarli altrove, verso approdi improbabili, dal momento che il rifiuto che li allontanava era presente ovunque e li condannava quindi ad una perenne e insensata navigazione, sembra tornare ad apparire nella nebbia dei nostri porti ed a turbare il sonno delle persone “ragionevoli” e “per bene”; anche se il suo carico oggi è diverso.
I suoi passeggeri non sono più quelle persone che ci turbano perché sono al di là di quel sottile confine che separa la normalità dalla follia, ma sono poveracci, scarti del consumismo globale. La loro disperazione ci turba al pari della follia, perché è una condizione in cui, più o meno inconsciamente, anche noi temiamo di poter cadere.
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Oct 28
Gli immigrati regolari in Italia sono oltre 4 milioni e mezzo. Lo stima il rapporto 2009 sull’ immigrazione della Caritas/Migrantes, presentato oggi. Per la prima volta, nel 2008 - anno in cui gli immigrati sono cresciuti del 13,4% (+458.644 unità) - l’Italia ha superato la media europea (6,2%) per presenza di immigrati in rapporto ai residenti. I regolari, in particolare sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma superano i 4 milioni e mezzo se si considerano i circa 300 mila regolarizzati lo scorso mese.
Il rapporto Caritas illustra poi lo scenario futuro: nel 2050, l’Italia sarà chiamata a convivere ben oltre 12 milioni di immigrati, la cui presenza «sarà necessaria per il funzionamento del paese». «L’Istat - spiega Pittau, coordinatore del dossier - ipotizza un aumento degli immigrati di circa 250 mila l’anno ma è inferiore a quanto effettivamente sta avvenendo. Negli ultimi anni, la crescita degli immigrati è stata di 300-400 mila l’anno. È evidente che gli immigrati nel 2050 potranno essere di più dei 12 milioni stimati dall’Istat>>
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Oct 26
Si sta dirigendo verso la terraferma, scortato da imbarcazioni della Guardia Costiera, il barcone con a bordo circa 200 migranti soccorso questa mattina nel canale di Sicilia.
Ne dà notizia il Comando generale delle capitanerie di porto, che ha assunto il coordinamento delle operazioni.

Il barcone, che secondo il Comando è probabilmente partito dalle coste libiche e sul quale vi sono anche donne e bambini, è entrato in acque italiane oggi intorno alle 10. Era già stato individuato alla fine della settimana scorsa, ma il mare in burrasca aveva impedito qualsiasi intervento oltre all’affiancamento da parte della motocisterna italiana Antignano.
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Oct 25
L’Africa è il primo continente al mondo ad aver adottato una Convenzione per la protezione di profughi, rimpatriati e rifugiati.

La Convenzione è stata approvata dal vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo africani che si è chiuso ieri, 23 ottobre, a Kampala, capitale dell’Uganda.
La Convenzione obbliga gli Stati membri dell’Unione Africana a prevenire le cause dei movimenti migratori e a tutelare gli sfollati, cercando di trovare delle soluzioni per chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa.
17 Stati (Uganda, Somalia, Repubblica Sahraui, Burundi, Rwanda, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana , Namibia, Etiopia, Gambia, Repubblica del Congo, Nigeria, Gibuti, Liberia, Sierra Leone, Zambia, Zimbabwe) hanno già firmato il documento, che per diventare operativo dovrà essere ratificato da almeno 15 dei 53 Stati dell’Unione Africana.
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