La giornata di Sidi e Karisa, illustrato dall’artista kenyano Churchill Ochieng’, è edito dalla EMI (Editrice Missionaria Italiana) di Bologna ed è stato prodotto grazie alla collaborazione di Radio Popolare Network, la direzione e produzione musicale di William Geroli e agli adattamenti delle canzoni di Mara Cantoni. Ha avuto inoltre il contributo dell’Assessorato alla Partecipazione, Pace e Cooperazione Internazionale della Provincia e dal Servizio Orientamento Cooperazione Internazionale (SOCI) del Comune di Milano. Un libro un po’ speciale, arricchito dai due cd allegati che raccolgono canzoni e ninna nanne tradizionali della Costa del Kenya, in versione originale da un lato, dall’altro rivisitate in italiano da artisti e formazioni che hanno prestato la loro opera a fini umanitari: Eugenio Finardi, Roy Paci, Banda Osiris, Cristina Dona, Têtes De Bois, Luca Gemma, Parto delle Nuvole Pesanti, Vallanzaska, l’Orchestra di via Padova, Cantoantico, i Selton, Moncia Small, Flavio Pirini, Yalda, Henri Olama, Deniz Unel, i Piccoli cantori di Milano e il gruppo vocale “Armonia” della scuola russa di Milano.
Un grazie di cuore a tutta la Comunità di Agna per il sostegno al nostro progetto “Una scuola per Kaniola” in particolare ai docenti che hanno saputo trasmettere il valore concreto della solidarietà attraverso la consapevolezza che ogni bambino ha diritto ad esercitare i suoi diritti.
GRAZIE!
Pecunia, l’argent, il denaro: il motore dell’economia? Il mezzo di scambio per eccellenza che si è imposto come standard universale? Misura non solo per il mercato dei beni e dei servizi, ma anche misura sul mercato del lavoro? Il denaro mi spinge a esprimere il valore economico mediante l’aggettivo «caro» («Questo prodotto è più o meno caro…»), in parallelo all’affetto che induce a dire a un altro «caro» («Mio caro..»). Caro, cher, dear: una stessa parola per misurare il denaro e per misurare l’affetto…
30 maggio 2009
La Scuola Primaria “E. De Amicis” di Agna
presenta
DIRITTI al CUORE
La Scuola Primaria “E. De Amicis” di Agna da anni ormai è attenta a promuovere negli alunni quel senso di solidarietà e di attenzione all’altro, che è fondamento di ogni cittadino “ del Mondo”.
La scuola è infatti luogo privilegiato di confronto, di partecipazione, di crescita interiore; alla scuola è affidato il compito di offrire strumenti per orientarsi e comprendere la realtà, per condividere e diffondere la cultura dei diritti umani.
Nella ricorrenza dei 50’ anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Bambini, tutti noi insegnanti abbiamo voluto realizzare, per i nostri alunni, un progetto che li aiutasse ad apprezzare la bellezza dell’essere famiglia, la gioia di sentirsi chiamati per nome e di essere considerati un dono per l’altro, la fortuna di poter giocare e studiare insieme e la serenità di poter ricevere delle cure nei momenti di bisogno.
Siamo certi che dando il giusto valore a ciò che abbiamo possiamo essere più vicini a coloro che hanno di meno e che…
i Diritti sono una questione di Cuore….e di educazione.
Pubblichiamo un testo tratto dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912 : ci sembra impossibile, oggi, che gli italiani fossero visti in questo modo!
ROMA - Il problema dei fenomeni migratori ha all’origine ”emergenze umanitarie” che ”intaccano la dignità delle popolazioni più svantaggiate costringendole a diventare vittime di reti criminali che approfittano della loro miseria e si arricchiscono alle loro spalle”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano celebrando al Quirinale la Giornata dell’Africa con il ministro degli Esteri Franco Frattini.
La Consulta PioveSolidarietà ringrazia di cuore!
Gli alunni della scuola primaria “G.Zanella” con il loro bellissimo concerto accompagnato da poesie e immagini coinvolgono tutta la Comunità…
Programma
I bambini e gli insegnanti presentano : Concerto di Solidarietà “Una scuola per Kaniola”
Istruzione “Se dai del pesce ad un uomo, si ciberà una volta, ma se tu gli insegni a pescare egli si nutrirà per tutta la vita.”
L’istruzione è quel vento
a volte leggero, a volte impetuoso
che rischiara il cielo della nostra mente
quando non sappiamo niente.
Ci spinge in alto,
ci fa volteggiare, fantasticare
per poi farci atterrare
nei campi infiniti del sapere.
Se a volte è un gioco avventuroso
altre volte si rivela faticoso.
Ma dalla fatica
non vogliamo essere vinti,
siamo infatti convinti
che l’istruzione è il motore
per dare a tutti un futuro migliore.
E’, di pensare, la capacità
per poter scegliere in libertà.
E’ la forza che aiuta l’umanità
a trovare la dignità.
Ragazze in fila per i provini come veline. Dice monsignor Plotti, ex arcivescovo di Pisa, alla Stampa: «Chi ha un ruolo istituzionale non può ignorare come il suo comportamento abbia un valore esemplare sull’opinione pubblica».
C’è una fatica che non si vuole più fare. E c’è un’emergenza che sta disorientando il Paese. Si chiama educazione, ma oggi è uno slalom tra regole che impazziscono alla ricerca del figlio o della figlia perfetta, dove conta ciò che appare, il corpo esposto e una certa disinvoltura. La meta è raggiungere la notorietà e per essa non ci si nega niente e si accetta tutto, perfino la foto in pose forti o volgari, dipende dai punti di vista.
La crisi globale non causa soltanto fame e malattie, serve ad alimentare “un barile di miscela esplosiva composta di disuguaglianza, ingiustizia e insicurezza”.
E “la miscela sta per esplodere”. È quanto denuncia il rapporto annuale di Amnesty International, che accusa i governi mondiali di aver messo mano al portafoglio con tempismo per salvare le banche e per finanziare pacchetti di stimolo alle economie, ma di non aver fatto altrettanto per tutelare le fasce più deboli dagli effetti drammatici della recessione. Ancora una volta l’organizzazione per la salvaguardia dei diritti umani, Nobel per la pace nel 1977, punta il dito contro i Paesi che compongo il G20, quelli che hanno le economie più forti e dovrebbero per questo essere di esempio. Quei Paesi, dice Amnesty ancora una volta, non sono in grado di indicare la direzione e anzi, pensano più al profitto dei pochi che ai diritti dei molti. “Vediamo crescere i segnali di scontro e di violenza politica, che si aggiungono all’insicurezza globale già esistente a causa di quei conflitti morali che la comunità internazionale non sa o non vuole risolvere”, sostiene la ong.

Quest’anno il Rapporto sui diritti globali, giunto alla sua settima edizione, esce nel pieno degli effetti della crisi finanziaria mondiale sulle economie reali di tutti i Paesi del pianeta. Il castello di carte della finanza globalizzata, e infine impazzita come una maionese, è il frutto prevedibile e previsto di un sistema che drena ricchezze e risorse per concentrarle in poche mani. Le mani sono quelle delle corporation, dei potenti gruppi speculativi, degli imperi multinazionali che in questi decenni hanno attualizzato e imposto l’ideologia del liberismo senza regole e senza freni. Un pensiero unico che è riuscito a informare di sé e a soppiantare governi e sedi decisionali democratiche ed elettive, dunque la politica, gestendoli in proprio o trasformandoli in passivi e complici esecutori. Con la crisi globale resta aperto e si drammatizza il nodo dei salari e, più in generale, la grande e rimossa questione dei diritti economici e sociali, nei Paesi poveri così come in quelli sviluppati. Ma le cronache dai mari di questi giorni, dei barconi gonfi di umanità violata e dolente, cinicamente rispediti in Libia, ci ricordano che oltre alla crisi dell’economia reale c’è un’altra crisi da affrontare, altrettanto grave: quella dei diritti umani e di cittadinanza, connessi anche alla questione ambientale. Anche questi diritti sono drasticamente peggiorati, sin dentro il cuore delle nostra città.



















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