Il Contact center UNAR, raggiungibile tramite servizio telefonico gratuito al numero verde 800 90 10 10 e anche via web all’indirizzo www.unar.it, provvede a:
- raccogliere segnalazioni, denunce e testimonianze su fatti, eventi, realtà, procedure ed azioni che pregiudicano, per motivi di razza o di origine etnica, la parità di trattamento tra le persone;
- offrire assistenza immediata alle vittime delle discriminazioni fornendo informazioni, orientamento e supporto psicologico;
- accompagnare le vittime delle discriminazioni nel percorso giurisdizionale, qualora esse decidano di agire in giudizio per l’accertamento e la repressione del comportamento lesivo.
Tre giovani sono stati fermati dai carabinieri per il raid contro il bar gestito da bengalesi avvenuto domenica sera alla Magliana. Si tratta di due minorenni e di un ragazzo da poco maggiorenne: sono accusati di rapina e lesioni con l’aggravante della motivazione razziale. I tre, riferiscono i carabinieri, sono stati fermati al termine di un lungo confronto all’americana con le vittime del raid.
Dal 15 al 21 marzo mobilitazione da Piacenza a Rimini per la sesta edizione dell’iniziativa promossa dal Centro regionale contro le discriminazioni in collaborazione con UNAR-Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Sette giorni di incontri, eventi, seminari, formazione e informazione in tutta la regione per dire no alle discriminazioni: è la sesta edizione della “Settimana di azione contro il razzismo” (dal 15 al 21 marzo) promossa dal Centro regionale contro le discriminazioni in collaborazione con UNAR-Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (soggetto facente capo al Dipartimento Pari opportunità).
L’Europa e i Diritti Fondamentali
“È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali” (Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 21).
Oltre il 45% dei giovani italiani è xenofobo o razzista, tra cui si conta un 15% romeno-rom-albanese fobico, il 40% invece è aperto all’inclusione, e sono soprattutto ragazze al Centro e al Sud.
È questo il quadro che emerge dalla ricerca “Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti“, promossa dalla Conferenza delle Assemblee delle Regioni, nell’ambito delle iniziative del neo Osservatorio della Camera dei deputati sui fenomeni di xenofobia e razzismo, presentato oggi a Montecitorio. Il sondaggio è stato condotto dalla Swg su un campione di 2.085 giovani tra i 18 e i 29 anni.
Lettera dei/delle docenti universitari/e contro il razzismo a sostegno del primo marzo, “una giornata senza di noi”
Noi docenti precari/e e docenti non precari/e delle università italiane abbiamo deciso di aderire alla giornata del primo marzo, “una giornata senza di noi”, presentando ai nostri studenti e alle nostre studentesse, dove possibile anche durante le ore di attività didattica nei giorni che precedono il primo marzo, dapprima la lettera dei lavoratori africani di Rosarno, riunitisi in assemblea a Roma alla fine di gennaio, e poi il testo che leggeremo alla fine della loro lettera e invitandoli/e a partecipare alle iniziative della giornata:
Un articolo di Giulia Galeotti sul giornale della Santa Sede prende spunto dai fatti di Rosarno per lancirae un’accusa pesante verso gli abitanti della penisola.

L’Osservatore Romano lancia un duro attacco contro quello che definisce «il razzismo degli italiani». In un articolo apparso oggi il quotidiano ufficioso della Santa Sede compie un rapido excursus storico sulle radici del razzismo nei primi decenni dell’unità d’Italia, per poi concludere: «Nel 2010, invece, siamo ancora all’odio. Ora muto, ora scandito e ritmato dagli sfottò, ora fattosi gesto concreto». Continue reading »
Bindi e Lupi i coordinatori. Fra i compiti, monitorare l’attività in materia di organismi pubblici e privati
ROMA - La presidenza della Camera dei deputati ha istituito un Osservatorio sui fenomeni di xenofobia e razzismo diretto alla sensibilizzazione su tali tematiche, al monitoraggio e alla valorizzazione delle attività svolte in materia da organismi pubblici e privati. L’Osservatorio, che si è riunito per la prima volta questa mattina a Montecitorio, si compone pariteticamente di otto deputati, scelti dalla presidenza sulla base delle esperienze già acquisite sulla materia, con riferimento ai diversi profili in cui essa potrà articolarsi, ed è coordinato dai vicepresidenti della Camera, Rosy Bindi e Maurizio Lupi, nella qualità di presidenti, rispettivamente, del Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione e del Comitato per la comunicazione e l’informazione esterna.
Hanno calpestato il violino Zingaro
cenere zingara è rimasta
fuoco e fumo
salgono al cielo
Hanno portato via gli zingari
i bambini divisi dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via gli Zingari
Jasenovac è pieno di zingari
legati ai pilastri di cemento
pesanti catene
ai piedi e alle mani
nel fango in ginocchio
Sono rimaste a Jasenovic
le loro ossa
denuncia di disumanità
altre albe schiariscono il cielo
e il sole continua a scaldare gli Zingari
Il termine Porajmos o Porrajmos (in Lingua romaní «devastazione», «grande divoramento»), oppure il termine Samudaripen («genocidio») indicano il tentativo del regime nazista di sterminare la popolazioni romaní durante la Seconda guerra mondiale.
Al pari della più nota Shoah (il tentativo del regime nazista di sterminare gli ebrei), il Porrajmos fu deciso sulla base delle teorie razziste che caratterizzavano il nazismo.
Dato che la popolazioni romaní (principalmente Rom ma anche Sinti) dell’Europa orientale non erano organizzate come quelle ebraiche, e poiché non si conosce con accuratezza il numero di romaní che al 1935 vivevano in quei territori, è difficile dire con precisione quante furono le vittime. Ian Hancock, direttore del Programma di studi Rom presso l’Università del Texas ad Austin, suggerisce una cifra che oscilla tra le 500 mila ed il milione e mezzo di vittime, mentre un stima di 220/500 mila vittime è fatta da Sybil Milton, storico dell’”Holocaust Memorial Museum”


















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