Una volta erano i diamanti, oggi sono i telefoni: stiamo parlando delle nuove guerre minerarie che, come ormai triste consuetudine, sottomettono le popolazioni dei paesi più poveri, quali ad esempio il Congo. A portare la vicenda agli onori di cronaca è Nicholad D. Kristof, giornalista del The New York Times, il quale accusa le aziende più importanti del settore: Intel, RIM e ovviamente Apple.
A Kimbau, piccolo paese della Repubblica Democratica del Congo, Dio sta morendo.
L’ospedale di Kimbau: si curano gli ammalati al lume di candela La Pasqua è simbolo di rinascita della speranza. Ma a Kimbau l’ospedale, unico centro di assistenza, non ha acqua e luce da tanto tempo. E questo nonostante l’impegno di una donna-angelo come Chiara Castellani che alla rinascita di quell’ospedale sta dedicando tutta la sua vita.
Solo lo scorso anno 5mila violenze sessuali nel Sud Kivu

Roma, 15 apr. (Apcom) - Un rapporto sul dramma degli stupri nella Repubblica democratica del Congo rivela che oltre la metà delle donne vittime di violenze sessuali ha subitò gli abusi da uomini in gruppo e armati. L’indagine è stata condotta dall’ong Oxfam su 4mila donne della provincia del Sud Kivu per un periodo di quattro anni.
Il colosso petrolifero francese Total ha annunciato di aver realizzato nella Repubblica democratica del Congo un progetto di esplorazione che permetterebbe l’estrazione di quasi 300 milioni di barili di petrolio non ancora utilizzati.
A renderlo noto è stato il direttore dell’Africa Total, Jacques Marroaud de Grottes, secondo cui il progetto sarà sviluppato a partire da pozzi situati al nord del campo di Moho-Bilondo, il più importante giacimento in funzione, che ha permesso di aumentare del 35% la produzione nazionale congolese, stimata a 256.000 barili al giorno.
KAMPALA - Sono arrivati all’alba, hanno svegliato il villaggio, si sono fatti consegnare le scorte di cibo, vestiti, coperte e altro materiale, hanno messo in fila uomini, donne e bambini e hanno iniziato la selezione. I più deboli sono stati uccisi sul posto. Gli altri, quelli che resistevano alle percosse e alle sevizie, sono stati arruolati come portatori, caricati delle masserizie e portati via.
Repubblica Democratica del Congo (RDC), soldati congolesi entrano nell’ospedale di MSF nell’Hauts Plateaux, Sud Kivu, e prelevano pazienti feriti
MSF chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di rispettare le strutture mediche
Kinshasa/Roma, 18 marzo 2010 – Medici Senza Frontiere condanna un grave incidente accaduto nel villaggio isolato di Katanga, nella regione dell’Hauts Plateaux, in Sud Kivu. Nei giorni scorsi (l’11 marzo) soldati armati dell’Esercito Congolese (FARDC - Forces Armées de la République Démocratique du Congo) sono entrati nell’ospedale di Katanga, dove un’equipe chirurgica di MSF garantisce assistenza medica d’emergenza ai feriti. Nonostante la mediazione e le proteste da parte di MSF, i soldati congolesi, dopo aver maltrattato i pazienti feriti, hanno lasciato l’ospedale il giorno dopo con quattro di loro.
“Una mozione per spingere il governo a dare il suo contribuito per risolvere il conflitto in corso nella Repubblica democratica del Congo che ci riguarda molto da vicino sebbene sia dimenticato dai media o al massimo ‘declassato’ al rango di guerra a bassa intensità”: sentito dalla MISNA, Jean-Léonard Touadi ha illustrato una mozione approvata oggi all’unanimità dalla Camera dei deputati e di cui il parlamentare è stato il primo firmatario.
Un ex bambino soldato, lo scorso giovedì, ha ripercorso tutte le sue drammatiche vicende personali dinanzi a un tribunale. Tutto è iniziato nel giorno del suo rapimento da parte di miliziani appartenenti ad un gruppo ribelle della Repubblica Democratica del Congo. “Sono stato portato in un campo di adestramento. Ho visto i miei amici morire come mosche nei campi di battaglia” ha raccontato il ragazzo dinanzi al Tribunale internazionale dell’Aja.
E’ il secondo bambino che partecipa al processo contro Thomas Lubanga, un militare di etnia Hema-Gegere, imputato per crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale. La vittima ha confermato che Lubanga era il capo e fondatore dell’Unione dei Patrioti Congolesi (UPC). I militari sotto il suo comando sono stati accusati di violazioni dei diritti umani quali massacri etnici, uccisioni, torture, stupri e arruolamenti forzate di bambini soldato. Il ragazzo ha affermato di aver visto abusare sessualmente di ragazzine di circa 13-14 anni.
Per la pace nel Kivu (Repubblica Democratica del Congo), vi chiediamo di firmare con noi la lettera aperta indirizzata a Barack Obama presidente degli Stati Uniti, un paese fortemente implicato nella tragedia dei Grandi Laghi Africani.
Chiediamo di segnalare la vostra adesione entro il 25 gennaio.
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The Honorable BARACK OBAMA
President of the United States of America
The White House. 1600 Pennsylvania Avenue, NW
Washington, D.C. 20500, USA
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Oggetto: Lettera aperta sulla situazione dell’est della Repubblica Democratica del Congo.
Signor Presidente,
scriviamo queste righe perché crediamo alla sua volontà di attuare una politica nuova nelle relazioni internazionali. La sofferenza immane di intere popolazioni dell’est della Repubblica Democratica del Congo, il loro grido inascoltato, ci spingono a farlo, in nome dell’appartenenza all’unica famiglia umana.
Dal ’94 la regione vive in stato d’emergenza e di guerra. Prima le tensioni legate all’arrivo di oltre due milioni di profughi ruandesi, poi la cosiddetta guerra di liberazione dal regime di Mobutu, guidata da Laurent-Desiré Kabila, ma in realtà condotta da Ruanda, Uganda, Burundi e dai loro alleati lontani. E ancora il secondo conflitto congolese, ben più tragico e lungo, in realtà mai finito, che conta più di sei milioni di vittime.




















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