Sep 06

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I raccoglitori di pomodori vivono in casolari senza acqua ne’ luce a causa della chiusura del campo di accoglienza di Palazzo San Gervasio: si teme una nuova Rosarno  

 

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 ROMA - “Palazzo San Gervasio non puo’ mai diventare una nuova Rosarno. Qui non ci sono mafiosi che fanno il tiro ai piccioni sui neri o che li rapinano delle loro misere paghe. Se Palazzo dovesse malauguratamente diventare una nuova Rosarno, certamente non sara’ per colpa dei palazzesi

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Aug 05

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CAPACCIO (SALERNO) - Non importa se picchi forte il sole o piova a dirotto, i marocchini nordafricani che lavorano tutto l’anno e da decenni nelle coltivazioni della Piana del Sele non guardano le previsioni del tempo prima di uscire con le loro bici sgangherate dalle baracche disseminate sulla litoranea tra Capaccio e Pontecagnano. Qui la questione degli alloggi, di un diritto alla casa ai lavoratori migranti, con o senza un permesso di soggiorno, è esplosa dopo il blitz della polizia a San Nicola Varco lo scorso novembre.

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Aug 03

4.jpgPALAZZO SAN GERVASIO - Ho paura, alla fine ci spareranno dalle case anche qui», ammette il diciannovenne ivorense Gibril riavvolgendo il sacco a pelo nella masseria abbandonata tra i campi che circondano Palazzo San Gervasio, al confine tra Basilicata e Puglia, dove secondo il Cnel il livello d’integrazione sfiora i minimi nazionali.

Gibril è al suo debutto agrario, ma sullo sfondo incombe il fantasma di Rosarno, la rivolta, tutti contro tutti. Quando due mesi fa ha perso il posto da saldatore a Vicenza, dov’era emigrato nel 2007, si è rimboccato le maniche e ha raggiunto l’esercito di sanculotti che, seguendo il ciclo delle stagioni, raccoglie i frutti maturi del tacco dello stivale. schiavi.jpg

Spalle indispensabili, nell’Italia in cui l’invecchiamento della popolazione è direttamente proporzionale alla voglia di zappare la terra. Eppure quei mille centrafricani, magrebini. rumeni, che come Gibril «campeggiano» alle porte di Palazzo San Gervasio, sono una bomba a orologeria: per quanto il paese chiuda gli occhi, il tic tac turba le languide notti estive. Sebbene affrontata sempre come un’emergenza, l’alluvione agostana di braccianti stranieri investe da 20 anni questo Comune lucano di 4500 anime adagiato sulle alture del Vulture che continua a spopolarsi al ritmo di 50 addii ogni sei mesi. Nel 1999, orgogliosa d’aver dato i natali a Lina Wertmuller ma non al primo sciopero d’immigrati d’Europa, l’amministrazione destinò ai raccoglitori di pomodori, che fino ad allora avevano soggiornato davanti alla fontana del fico, il casale sequestrato a un clan della Sacra Corona Unita.

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Jul 20

Fonte: www.redattoresociale.it

Il 41,7% dei dipendenti lavora nell’industria Poche le donne, le nigeriane le più imprenditrici. Africani sempre più presenti anche nelle cooperative, specie sociali e di servizi

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ROMA – Mezzo milione di persone originarie del continente africano lavorano come dipendenti nel sistema produttivo italiano, quasi un quinto (17,6%) del totale degli occupati nati all’estero registrati dall’Inail, inclusi quelli che svolgono occupazioni stagionali. Nel 41,7% dei casi sono nell’industria, il settore che in Italia ha subìto maggiormente gli effetti negativi della crisi mondiale.Ancora una volta i percorsi occupazionali variano a seconda delle collettività: i maghrebini, soprattutto tunisini, sono molto presenti, oltre che in edilizia, nel settore agricolo e della pesca, in particolare in Sicilia (dove però il loro ruolo di braccianti viene sempre più rilevato dai romeni), mentre le poche collettività a prevalenza femminile (come quelle di Capo Verde ed Eritrea) si concentrano nel settore domestico, in particolare nelle grandi città come Roma.

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Jan 26

 “Immigrati, non lasciateci da soli con la mafia”. È l’appello lanciato da Roberto Saviano in un editoriale pubblicato oggi dal New York Times intitolato “Italy’s African Heroes”.

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Nei fatti di Rosarno, l’autore di Gomorra vede una rivolta degli immigrati contro la ‘Ndrangheta, e li ricollega a quanto successe nel settembre 2008 a Castel Volturno, quando un commando camorrista uccise sei africani. “A Castel Volturno, - scrive - gli immigrati lavorano nelle costruzioni. A Rosarno, raccolgono arance. Ma in entrambi i posti le mafie controllano tutta l’attività economica. E gli unici che hanno avuto il coraggio di ribellarsi sono gli Africani”.

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Jan 24

Mentre la tv nazionale mostra scene di razzismo anche violento, nel Cesenate gli stranieri trovano, molto spesso, occasioni per convivere pacificamente e lavorare. La famiglia di Hubert ha atteso 15 anni prima di potersi ricongiungere

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La partenza dalla propria terra è stata una scelta obbligata per milioni di africani. Lasciare il proprio mondo, fatto di piccole e povere cose, per rifarsi un’altra vita in luoghi lontani, spesso sconosciuti, a volte ostili. Il viaggio, pur nell’incertezza del futuro, ha rappresentato una fonte di speranza, di miglioramento economico, di riscatto.

L’attaccamento alle radici è rimasto forte e duraturo e la speranza è quella di un ritorno a lungo sospirato, come raccontano le testimonianze di alcune famiglie immigrate originarie del Benin, piccolo Paese dell’Africa occidentale.

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Jan 12

Nei mesi invernali migliaia di immigrati si riversano nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, per lavorare come braccianti alla raccolta degli agrumi. Il 90% vive in strutture abbandonate, in condizioni disumane. All’”ex cartiera”, fabbrica dimessa nel comune di San Ferdinando, vivono 6-700 persone in una baraccopoli fatta con il cartone. Sono sfruttati con salari da fame da mafia e caporalato. Una realtà estrema di semi schiavitù e degrado.

La città di cartone di Gialuigi Lopez - Premio “L’anello debole” 2009 - Opera menzionata, sezione “TV”

Jan 11

 

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,

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Jan 08

 ”Un’aggressione e nessuno ci ha aiutati

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ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - “Ridevano, tre ragazzi su una macchina scura. Ridevano e urlavano: “Oggi non si lavora?”. Dalla statale la macchina ha cominciato ad accelerare e dai finestrini due si sono messi a sparare”. Kamal non smette di piangere mentre è spinto da un fiume di uomini che adesso urlano a squarciagola lungo la via Nazionale, che è la strada principale di Rosarno ma non riesce a contenere tutti.

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Dec 24

Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose

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25 dicembre 2009:  “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.

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