May 06

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May 05

La Consulta PioveSolidarietà ringrazia la Comunità Piovese e tutti coloro che hanno sostenuto il progetto per la ricostruzione della scuola.
Siamo orgogliosi e felici di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo dati,

l’assegno di 25.000 euro verrà consegnato dal sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta, direttamente nelle mani di Suor Tersilla,

responsabile e referente del progetto a Kaniola, nella Repubblica Democratica del Congo, mercoledì 6 maggio alle ore 17,45 in sala consiliare

Ci auguriamo che al più presto i ragazzi di Kaniola possano frequentare la scuola.

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Aug 28

Alla Comunità Piovese

“Innanzitutto grazie di pensare a noi, missionari in Africa e alla nostra gente…”

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Con queste parole di ringraziamento solo per il pensiero che dedicheremo loro, Suor Tersilla, nativa di Corte, ha indirizzato alla Consulta PioveSolidarietà la sua preghiera per la ricostruzione dell’Istituto Scolastico Commerciale di Kaniola nel Congo, dove è missionaria da molti anni.

Con le medesime parole e con lo stesso spirito di suor Tersilla, anche la Consulta PioveSolidarietà si appella a tutta la nostra comunità Piovese affinché , attraverso l’impegno, la generosità e la solidarietà di tutti noi, si concretizzi il legittimo diritto all’istruzione dei minori di Kaniola, diritto che dovrebbe essere garantito a bambini, bambine, ragazzi e ragazze del nostro Pianeta.

La storia insegna che nessuna società è mai uscita dal sottosviluppo senza un cospicuo investimento nel proprio capitale umano.
Per questo l’istruzione è considerato un diritto umano fondamentale e uno dei più importanti fra gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio sanciti nel 2000 dall’Assemblea Generale dell’ONU .

Avere accesso alla scuola primaria è molto più che imparare a leggere, scrivere e far di conto, soprattutto nei paesi a basso reddito e con alti tassi di incremento demografico dove le nuove generazioni rappresentano la ricchezza più importante e la migliore speranza di spezzare la catena che collega ignoranza, povertà, sfruttamento e sottosviluppo.

Ammontano a 104 milioni i bambini nel mondo a cui è negato questo diritto e, in particolare, circa il 54% riguarda le bambine, percentuale che raggiunge più dell’80% nelle aree che faticano maggiormente a uscire dalla povertà estrema come nell’Africa Subsahariana, in Asia meridionale e in alcune aree dell’Estremo Oriente

L’esclusione delle bambine e delle ragazze dal sistema educativo però non è soltanto la negazione di un diritto umano, ma rappresenta una grave ipoteca sul futuro di una società, ecco perchè l’istruzione delle bambine è connessa sia all’Obiettivo 2 (”Raggiungere l’istruzione primaria universale entro il 2015″) che all’Obiettivo 3 (”Promuovere la parità tra i sessi e dare più potere alle donne”).

Abbiamo la convinzione che ognuno di noi possa e debba sentirsi coinvolto per questo percorso di crescita culturale a favore di minori che, anche se lontani da noi come spazio fisico, devono avere le stesse opportunità e gli stessi diritti dei nostri bambini.

Abbiamo la certezza che i minori di Kaniola, se potranno riprendere la loro scuola, non saranno i soli ad aver acquisito un beneficio , ma tutti noi ne saremo ampiamente ripagati in termini di responsabilità consapevole e di felicità personale e sociale

Abbiamo la speranza che la generosità di tutti noi non si esaurisca esclusivamente attraverso offerte e donazioni di carattere pietistico e caritatevole, ma diventi impegno cristiano e civile per una maggiore giustizia sociale, una giustizia in cui l’ IO e il TU diventi un NOI che convive positivamente attraverso il riconoscimento di una pari dignità.

Il Sindaco di Piove di Sacco Mario Crosta

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Aug 28

Domanda di aiuto per la ristrutturazione dell’Istituto Commerciale di Kaniola

Carissimi amici di Piove di Sacco,
ho la gioia di scrivervi oggi questa lettera di domanda.

Innanzitutto grazie di pensare a noi, missionari in Africa e alla nostra gente che a causa di fattori sociopolitici locali e internazionali diventa di giorno in giorno più povera e abbandonata al suo destino. Per fortuna numerose persone di buona volontà si danno da fare per rendere un pò meno dura la vita quotidiana di milioni di persone nel mondo.

Vi ringrazio della vostra attenzione e solidarietà in questo momento preciso del nostro paese che sta uscendo da una lunga storia di guerre ed aggressioni straniere; purtroppo non siamo ancora all’uscita del tunnel.

QUALCHE NOTIZIA PERSONALEsuor-tersilla-con-i-ragazz.jpg
Nel mio messaggio precedente vi avevo dato qualche notizia personale che ora riprendo perché possiate meglio situarmi.
Sono sr.Tersilla Frison nata a Corte, in via Montello 2.
Sono una suora dorotea di Venezia e dal 1989 sono missionaria nel Congo ( ex-Zaire); come assistente sociale, compio la mia opera missionaria facendomi vicina ed attenta ai mille problemi umani e sociali della mia gente, soprattutto dei poveri.

SITUAZIONE DI KANIOLA PRIMA DELLA GUERRA
Vorrei ora presentarvi brevemente la parrocchia “Regina di tutti i Santi” di Kaniola, Bukavu.
In questa parrocchia, fondata nel 1987 dai Padri Saveriani, le nostre suore sono arrivate nel 1989 e insieme a loro hanno costruito tutte le strutture per dare vita alla comunità cristiana. Qualche anno è bastato per dare fisionomia alla vita parrocchiale e pastorale attraverso la costruzione di vari locali per le attività di gruppi di ogni categoria.
La presenza delle suore assicurava il funzionamento di un dispensario con una maternità, della catechesi, del foyer sociale, delle scuole in questa parrocchia. che è più vasta di una diocesi italiana.

UNA STORIA TRAGICA
Purtroppo questo luogo e questo clima da paradiso, ai confini con la foresta, dove non ci sono inquinamenti industriali né atmosferici, è durato pochi anni.
Nel 1996 inizia il calvario di queste popolazioni rurali: dapprima a causa dell’infiltrazione di migliaia di profughi provenienti dal vicino Rwanda, poi a causa di guerre, di aggressioni, fatte da bande armate, da milizie locali, non si contano più a Kaniola, la quale, per la sua posizione geografica e startegica, non poteva sfuggire alle varie incursioni di gruppi armati di diverse tendenze ed origini.
La zona di Kaniola è diventata, per più di 10 anni, il rifugio preferito dei vari gruppi armati e delle numerose milizie locali e straniere. Questo clima di guerra e di caos ha avuto riflessi terribili sulla gente, in particolare sulle donne e sulle ragazze residenti in questo vasto territorio forestale: furti enormi delle povere risorse dei contadini, violenze sessuali da non poter descrivere, rapine sistematiche di donne e ragazze, per farne delle schiave ‘sessuali’. Questi gruppi ribelli hanno occupato praticamente tutti gli edifici della parrocchia : uffici, sale di catechismo, scuole, cappelle, dispensari, distruggendo e
bruciando tutto il materiale che trovavano e utilizzando i luoghi vari come deposito di armi e per abitarvi nei momenti degli attacchi.

LA SCUOLA MEDIA-SUPERIORE DI KANIOLA

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L’Istituto Commerciale di Kaniola é l’unica scuola media e superiore del posto; purtroppo non è stata risparmiata. Trovandosi al centro del nostro territorio ha subito tutte le incursioni possibili. Oggi si presenta in uno stato deplorabile : vetri spaccati, porte distrutte, pavimenti inesistenti, banchi distrutti, perché usati come legna da bruciare. Attualmente anche il tetto, di lamiera, é praticamente distrutto, perché forato ed arrugginito.
Il terremoto del 3 febbraio scorso ha provocato ulteriori danni, cosicché le classi sono in uno stato deplorevole e rappresentano un vero rischio per gli alunni e per i professori.
Tutti questi fattori negativi hanno minato l’Istituto, che invece che essere un luogo di cultura e uno strumento di progresso umano, intellettuale e sociale per quella gente, sta veramente in uno stato di agonia.

UN BAGLIORE DI SPERANZA
Attualmente sembra che la sicurezza della zona stia ritornando e, lentamente la vita della gente riprende vigore e tutti sperano che ben presto tutto potrà ritornare alla normalità.
La Diocesi ha ristrutturato ed ampliato negli ultimi due anni il settore sanitario, creando un piccolo ospedale là dove c’era la nostra maternità e il centro sanitario.
Anche noi suore cominciamo a vederci un po’ chiaro: da ormai 7 anni non possiamo più risiedere a Kaniola, poiché siamo state invitate dalle autorità del posto a lasciare la zona, a causa dell’insicurezza: finora seguiamo le attività dei diversi settori da lontano e recandoci ogni due o tre settimane a Kaniola per incontrare la gente del posto ed appoggiare le loro attività di animazione sociale e sanitaria. Però é nostro desiderio riaprire la casa per abitarvi come nel passato; ci auguriamo che nel corso delll’anno o al massimo l’anno prossimo le suore possano finalmente risiedere in parrocchia.
Intanto vogliamo riabilitare qualche infrastruttura sociale, cominciando dalla scuola che, a mio avviso, é prioritaria su tutto il resto.
Così di fronte alla proposta fattami da Cristina, ho considerato questa bella occasione, provvidenziale per me e per la mia gente, non dovevo farmela scappare.
Quindi, oso presentarvi, in poche righe, quello che in questi ultimi tempi é stato per me come un sogno: far rinascere la Scuola media - superiore di Kaniola, che dovrebbe avere due sezioni : commerciale e sociale.

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