Jan 28
Perché si ricorda solo l’olocausto degli ebrei?

Ieri si è celebrato in tutta Italia il “giorno della memoria” affinché gli uomini, soprattutto i giovani, non dimentichino gli orrori e le efferatezze che la follia umana ha saputo generare ai danni di un intero popolo e la data ricorda l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz ad opera dell’Armata Rossa nel 1945. Per l’esattezza, dunque, il 27 gennaio di ogni anno dal 2000 si celebra in Italia il ricordo della “Shoa”, cioè lo sterminio del popolo ebraico ad opera dei nazisti.
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Jan 27

Sola nella disperazione della moltitudine
la mente cercava conforto
tra muri di gelo e di indifferenza
non scorrevano nemmeno le lacrime
Le urla!
le urla come fantasmi
reali ma dall’evidenza negati
erano strazio e tormento
Noi da quel seno
abbiamo succhiato il tormento
noi dentro quegli occhi
abbiamo visto l’orrore
Non vi era paura
nei nostri padri
non disperazione
nelle nostre madri
esisteva solo speranza
la sola speranza
che delle migliaia
uno solo vivesse
poter ritornare
poter raccontare
per la nostra memoria
dovevano
poter farci sognare
di Cesare Righi
Jan 25
…chi non conosce la propria storia è costretto a riviverla
Inaugurata all’ospedale San Giovanni di Roma una mostra per ricordare lo stermino delle persone con disabilità.
L’operazione definita eufemisticamente di “eutanasia” o in codice nazista “Operazione T4” si riferisce
all’eliminazione sistematica, attuata prima in Germania, poi nel corso della guerra anche nei territori
occupati, di tutti coloro che venivano considerati “degenerati”: malati di mente, portatori di handicap,
tubercolotici, disadattati a vario titolo. Tale operazione di assassinio di massa coinvolse dunque anche
migliaia di cittadini tedeschi, “ariani”, ma imperfetti, perché malati o deboli, dunque secondo la logica
razziale del regime, “bocche inutili”, esseri improduttivi da eliminare.
Il programma di sterminio fu il punto di arrivo di un percorso avviato nel decennio precedente con la
diffusione di teorie che sostenevano l’utilità dell’eliminazione coatta delle vite “non più degne di essere vissute”: a queste formulazioni si ispirò il nazismo quando varò nel 1933 la legge sulla sterilizzazione dei disabili con malattie ritenute “ereditarie” (cretinismo congenito, mongolismo, schizofrenia, psicosi maniaco depressiva, epilessia, corea, cecità, sordità, gravi malformazioni fisiche; inoltre, poteva essere sterilizzato anche chi soffriva di alcoolismo acuto). Pochi anni dopo, nel 1935 varò la legge sulla cosiddetta “salute coniugale” che vietava i matrimoni tra persone con disabilità con la motivazione di
“preservare la purezza della razza”.
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Jan 24
VENERDI’ 29 GENNAIO ORE 20.30
Presso l’Area Fenderl (Vittorio centro-dietro la stazione ferroviaria)
L’ANPI di Vittorio Veneto in ricorrenza della Giornata della Memoria organizza una serata su: TUTTI I COLORI DELL’OLOCAUSTO

Nei lager i prigionieri erano “classificati” attraverso dei triangoli colorati. Il colore qualificava, negando l’identità ed il percorso esistenziale della persona, la tipologia dei deportati. Così il rosso identificava gli oppositori del regime (politici/partigiani), il verde i criminali comuni, il nero gli “asociali” (gruppo dai contorni indefiniti che comprendeva prostitute, senza fissa dimora, lesbiche, profughi), il blu gli immigrati, gli apolidi e i combattenti della Spagna Repubblicana, il viola i Testimoni di Geova e altri gruppi religiosi (fatta eccezione per i sacerdoti polacchi), il marrone gli zingari (Rom e Sinti), il rosa gli omosessuali. La stella gialla composta da due triangoli contrapposti indicava gli ebrei. In questo caso il triangolo sottostante era sempre giallo, mentre quello superiore poteva essere anche di un altro colore corrispondente alla classificazioni precedentemente elencate.
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