La presidenza della camera ha deciso di dedicare quest’anno la commemorazione alle persecuzioni subite dai Rom e dai Sinti ricordando quindi quanto quanto hanno subito Sinti e Rom.
Hanno calpestato il violino Zingaro
cenere zingara è rimasta
fuoco e fumo
salgono al cielo
Hanno portato via gli zingari
i bambini divisi dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via gli Zingari
Jasenovac è pieno di zingari
legati ai pilastri di cemento
pesanti catene
ai piedi e alle mani
nel fango in ginocchio
Sono rimaste a Jasenovic
le loro ossa
denuncia di disumanitÃ
altre albe schiariscono il cielo
e il sole continua a scaldare gli Zingari
Il termine Porajmos o Porrajmos (in Lingua romanà «devastazione», «grande divoramento»), oppure il termine Samudaripen («genocidio») indicano il tentativo del regime nazista di sterminare la popolazioni romanà durante la Seconda guerra mondiale.
Al pari della più nota Shoah (il tentativo del regime nazista di sterminare gli ebrei), il Porrajmos fu deciso sulla base delle teorie razziste che caratterizzavano il nazismo.
Dato che la popolazioni romanà (principalmente Rom ma anche Sinti) dell’Europa orientale non erano organizzate come quelle ebraiche, e poiché non si conosce con accuratezza il numero di romanà che al 1935 vivevano in quei territori, è difficile dire con precisione quante furono le vittime. Ian Hancock, direttore del Programma di studi Rom presso l’Università del Texas ad Austin, suggerisce una cifra che oscilla tra le 500 mila ed il milione e mezzo di vittime, mentre un stima di 220/500 mila vittime è fatta da Sybil Milton, storico dell’”Holocaust Memorial Museum”












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