Feb 08
L’Africa è la pattumiera del mondo. Scorie radioattive e non solo. Scaricare rifiuti nel Continente è un affare estremamente conveniente. Lì finisce anche gran parte del materiale elettrico ed elettronico che a noi non serve più. A farne le spese, i bambini: gli addetti allo smaltimento venefico ed illegale che all’Occidente fa tanto comodo.
di Romina Arena

La tecnologia è ormai diventata l’ombra, se non la personificazione del tutto, di ogni singolo individuo. Non possiamo farne a meno. In particolare, abbiamo legato le nostre vite a doppio filo con i computer dai quali sembriamo non poter più prescindere. Ma quando diventano inutilizzabili, quando sono tecnologicamente superati, come si dice in gergo obsoleti, non sappiamo che fine facciano.
L’Onu ha calcolato che ogni anno si producono 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in tutto il mondo, ovvero più del 5% di tutti i rifiuti solidi urbani prodotti nell’intero pianeta. Da più parti si è sentito dire che quello che è vecchio qui da noi, nell’opulento occidente, in realtà è innovativo in Africa; quello che dalle nostre parti è inutilizzabile, si trasforma in risorsa preziosa nel continente nero.
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Feb 08
Caso Shell contro Ken Saro Wiwa - a più di dieci anni si conclude il processo
La Shell accusata di complotto con gli aguzzini di Saro Wiwa condannata a un risarcimento milionario

«Così, da quella volta, in qualsiasi posto vado, tutti mi chiamano “Sozaboy”, “Sozaboy”. Anzi, sono diventato proprio famoso a Dukana. Tutti i ragazzi dicono che sono un tipo in gamba. Sposando, come niente fosse, una bella ragazza di Lagos e poi preparandomi per andare ad arruolarmi nell’esercito. Dicono che, dopo un po’ di tempo, mi daranno un ruolo veramente importante nell’esercito. Per conto mio, ero molto orgoglioso. Quando mi chiamano “Sozaboy”, rispondo all’istante. E addirittura dico in giro, perfino, che Sozaboy è il mio nome. Se vado a casa di qualcuno e busso alla porta e chiedono chi è, rispondo “Sozaboy”. Quel nome mi piace proprio.»
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Feb 07
Mostra fotografica “Volti di guerra, volti di pace”
foto di Roberto Cavalieri
10 dicembre-31 maggio, Verona

Il 10 dicembre alle 20.30 apertura ufficiale con Giuseppe Carrisi, giornalista di Rai International che presenta il film-documentario Voci dal buio, in cui l’autore mette in parallelo l’infanzia negata dei bambini del Congo con quelli dei quartieri della camorra di Napoli.
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Feb 05
Il Sudan, il più grande paese dell’Africa, rischia di scivolare nuovamente in una guerra civile che potrebbe portare alla disintegrazione del paese e ad una catastrofe umanitaria di proporzioni enormi – scrive il giornalista britannico Patrick Seale

Distratto dalla catastrofe umanitaria di Haiti, dalla guerra in Afghanistan, e dalla rinascita di Al-Qaeda nello Yemen, il mondo sta facendo poco o nulla per il Sudan. Eppure, se ignorata, la crisi incombente potrebbe portare tutti questi eventi in secondo piano.
I problemi sudanesi sono semplicemente troppo grandi per essere lasciati ai sudanesi stessi, o addirittura agli arabi e agli africani. Benché si sia parlato di convocare un vertice africano per discutere la situazione del Sudan, sostenuto da Egitto e Libia, poco è stato realizzato fino ad ora. Infatti, la portata dell’impresa sembra aver generato un sentimento di disperazione.
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Feb 03

ROMA (2 febbraio) - I centri per gli immigrati sono organizzati su un «approccio emergenziale. Danno servizi scadenti, mancano i beni di prima necessità. Le Asl, in genere le autorità sanitarie, sono assenti». Lo afferma l’organizzazione Medici senza frontiere in un’indagine realizzata, fra dicembre 2008 e agosto 2009, in 21 centri su territorio nazionale, denunciando lo stato di grave deprivazione dei diritti subita da uomini, donne e bambini stranieri.
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Feb 02

Non chiudete quelle sedi! Chiediamo più informazione di qualità dal mondo e sul mondo
Al Presidente della RAI
Ai membri del CDA della RAI
Al Direttore della RAI
Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove.
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Feb 01

Ormai Rafiki è qualcosa di più di un passatempo solidaristico per pochi intimi: ai medici - ai pediatri in particolare - l’Africa piace e sono ormai una trentina i professionisti della salute di Mestre, provincia e dintorni che regalano due settimane all’anno del loro tempo e del loro lavoro alla missione di Ol Moran. Così “Rafiki - Pediatri per l’africa” - l’associazione nata a Mestre nel 2007, che in swahili significa “compagno, amico” - sta entrando nella “fase due”, per passare dallo spontaneismo e dal lavoro in silenzioso all’organizzazione più strutturata e alla diffusione delle proprie iniziative, per cercare nuovi aiuti e nuove collaborazioni, a favore delle popolazioni di paesi più poveri del nostro.
Foto, incontri e concerti. Ecco allora la mostra fotografica in corso al Centro Le Barche, fino al 5 febbraio; l’incontro-racconto, da parte dei pediatri, di quanto stanno realizzando in Kenya, nella diocesi di Nyahururu, venerdì 29 gennaio alle 18.00 presso la libreria Feltrinelli; il concerto della Magical Mistery Orchestra, che propone musiche dei Beatles, in programma per giovedì 11 febbraio, alle 21.00, al Teatro Toniolo (prevedite presso la biglietteria del teatro e su www.vivaticket.it). I fondi raccolti serviranno per acquistare medicinali, attrezzature, materiale medico; mentre i medici continuano, come hanno sempre fatto, a pagare i viaggi in proprio.
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Jan 31
Raccolte 12 mila firme

Roma, 26 gen. (Apcom) - La petizione organizzata da Italians for Darfur che chiedeva la sospensione della pena per i bambini soldato condannati a morte in Sudan ha avuto successo. “I sei bambini soldato del Darfur, condannati a morte lo scorso novembre, non saranno giustiziati” annuncia con una nota l’organizzaione promotrice della campagna per la difesa dei diritti umani in Sudan. . “Il governo sudanese - prosegue il comunicato dell’associazione - ha assicurato che i minori sui quali pendeva la mortale sentenza non saranno uccisi.
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Jan 29
Crescono le violenze tra le mura domestiche, ma le denunce sono ancora poche: l’allarme dei matrimonialisti. Pesa la “disgregazione di massa”: ogni anno si separano in 160 mila e divorziano in 100 mila, matrimoni in calo del 30% rispetto a 10 anni fa

ROMA – Una “disgregazione di massa”. È quello che sta accadendo da un po’ di tempo a questa parte alle famiglie italiane con conseguenze gravi: in primis la violenza tra le mura domestiche. È l’allarme lanciato questa mattina dall’Associazione matrimonialisti italiani, nelle Giornate nazionali per la prevenzione delle violenze in famiglia e sui minori in corso a Roma. Secondo l’associazione, in Italia si è registrato un ‘vertiginoso’ aumento di separazioni e divorzi, mentre scende il numero dei matrimoni. Ogni anno si separano in 160 mila e divorziano in 100 mila, mentre i matrimoni sono calati del 30% rispetto a dieci anni fa.
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